Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/352

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
330 illustri italiani

dirigendo ogni sforzo all’acquisto del punto cardinale; ottenuto questo, aveva assicurato la vittoria. Ma sempre teneva in riserva corpi freschi da mandar a inseguire il nemico per compierne la rotta. — La sorte d’una battaglia (diceva) è il risultato di un istante, di un pensiero; si va all’attacco con varie combinazioni; si combatte un certo tempo; il momento decisivo si presenta; una scintilla morale decide, e la più piccola riserva compisce».

Nessuno mai aveva operato su campo così vasto, che talvolta era mezza Europa. Dal fondo della Catalogna e dalle rive della Vistola e del Po i reggimenti si moveano al suo cenno; tutto era preveduto lungo la loro traccia; e al giorno prefisso doveano, senza che sel sapessero, arrivare sul punto destinato, affine di trovarsi in numero più grosso del nemico, che non v’era preparato. Se vincere è l’esser persuaso d’aver vinto, egli mostrava quest’ostinazione, e sapeva trasfonderla negli altri; d’ogni piccolo vantaggio si giovava per riportarne di maggiori: ne’ suoi generali e ne’ soldati istillava emulazione, sopratuttto la confidenza d’esser superiori ad ogni altra truppa, nè v’è movente più efficace che la fede1. Parte della sua tattica erano anche i rumoreggianti bullettini e le splendide ricompense, date sul campo stesso. Solo l’avvenire trovollo in torto nello sprezzare affatto le fortezze, e male gliene colse allorchè fu ridotto a difendersi.

Vaglia il vero, egli si vide giovato dalla natura de’ suoi nemici. o legati alle deliberazioni de’ gabinetti, o servili a strategia antiquata; mentre a lui, despoto, la rivoluzione avea preparato indomabili eserciti, de’ quali disponeva senza render conto, come senza avere riguardi o rimorsi.


XIV.


Provveduto di tali mezzi, non credette più necessario usar rispetti nè alla sua nazione, nè alle altre. Mentre Luigi XVYI e i primi autori della rivoluzione vollero respinta l’idea delle conquiste e delle an-

  1. Chiesto dalla Montholon quali siano le migliori truppe d’Europa, — Quelle che vincono le battaglie, signora, ma le truppe son giornaliere e capricciose come voi altre donne». Un’altra volta diceva: — Raccomando a mio figlio di non dimenticare che nacque principe francese, e di non prestarsi giammai a divenir una stromento in mano dei tiranni che opprimono l’Europa. Non nuoccia mai alla Francia; adotti la mia massima; tutto per la Francia».