Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/572

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548 illustri italiani

dignitosa, troppo difficile a conservare nella letteratura militante, censurò talora anche acerbamente e con una certa tirannide di verità tutto ciò che usciva dal circolo da esso tracciato, o quegli errori in cui non sapeva discernere i semi del meglio od il passaggio a questo.

Come storico, i pregiudizj della scuola enciclopedistica mal aveva corretti con istudj fatti a sbalzo1. Riconosce un incivilimento unico nativo, originato dall’accidente; e uno dativo, portato all’Europa da un popolo arcano, dagli Atlantici, soli veggenti fra i ciechi, inventori del culto e della giustizia; asserto gratuito, che allontana la quistione, non la scioglie.

Alcuni articoli crebbero in opuscoli, quali i Fattori dell’Incivilimento, la Mente sana, la Suprema economia dell’umano sapere, dove stabilisce le leggi con cui l’umano intelletto si svolge nell’individuo, e l’incivilimento nella società.

Coerente ai principj stabiliti nelle opere maggiori, ogni cosa dirige al pareggiamento de’ poteri e delle utilità, e all’equilibrio delle forze nello scopo del triplice perfezionamento morale, intellettuale e fisico, affidato al supremo movente dell’amor proprio. Persuaso che prima necessità degli uomini è il pane, e che è vanità il parlare di miglioramenti innanzi di avere assicurato la sussistenza, seguitò attento l’ordine delle ricchezze; alla sistemazione delle quali è notabile come siansi quasi per istinto rivolti nell’età moderna i più elevati pensatori e cultori della filosofia razionale.

Non vorremo ripetere ch’egli primo all’economia chiamasse compagna la giurisprudenza, mentre il Codice Napoleone basta a far chiaro come già la cosa fosse, non che discussa tra i pubblicisti, adottata dai legislatori2. Bensì disapprovando il suo condiscepolo Melchior Gioja d’aver ridotto le statistiche a mero empirismo e a raccolta di fatti curiosi, disposti sistematicamente ma senza generalizzarli, volle connetterle colla giurisperizia, ed elevare a scienza che profitta de’ disastri, inflitti dalla natura alla ignoranza e all’intemperanza de’ potenti, e che, collocandosi fra la storia degli accidenti

  1. Per esempio, di Massenzio egli fa un grande e redentore della nazionalità italiana, per raffacciarlo al depresso Costantino.
  2. A Pellegrino Rossi pareva non ancor venuto il tempo di unire la giurisprudenza e l’economia. Eppure già s’è fatto col riconoscere sotto allo scambio un’associazione tacita: e in conseguenza da regolare colle leggi dell’associazione.