Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.2.djvu/10

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2 illustri italiani


Con ciò e col falsificare biglietti, in complicità con un marchese Agliata suo compatriota che poi fini sulla forca, arricchì; a vicenda impoverì perchè imprigionato ed espulso, o derubato da suoi complici, o pel suntuoso vestire e il lauto banchettare e viaggiare per posta con molte carrozze e ricche livree. A chi stupisse di quella enigmatica ricchezza, confidava che, a forza di calcoli, indovinava i numeri del lotto; noi sappiamo ch’era espertissimo nel plasmare gemme e nel falsare monete e cedole; che signori sfibrati e donne avvizzite pagano lautamente chi promette rinvigorirli e rinfiorirle, e che il mondo retribuisce largamente i ciarlatani. In fatto, affiliato alla setta degli alchimisti, medico della scuola dei Paracelso e dei Rosacroce, destro quanto Lavater nel conoscere la fisionomia, emulo degli astrologhi nell’indovinare, acquistò fama nella Spagna; poi in Inghilterra, ove processato più volte, seppe sgabellarsene: poi in Russia ove le famigliarità di sua moglie col Potemkin eccitarono la gelosia di Caterina II, che lo regalò riccamente perchè partisse.

Crebbe di potenza col legarsi ai Franchimuratori.

Le origini della Massoneria colloca alcuno fin nel paradiso terrestre, dove uno degli Eloim mescolatosi con Eva, generò Caino, mentre Adonai, altro degli Eloim, creò Adamo che da Eva generò Abele. Fra le due stirpi rimase eterna sconcordia, e i figli di Caino inventarono le arti: Adonhiran fu chiamato da Salomone a fabbricare il suo tempio, durante la quale impresa fu da un gigante ucciso e trascinato nell’abisso del fuoco. Ma quivi glorificato, tornò a compire l’opera. Salomone per gelosia lo fe uccidere; ma nove maestri ne trovarono il cadavere, assassinarono gli assassini, e in mezzo a un triangolo di fuoco ascosero il nome del Grande Architetto Dell’Universo, che fu custodito con gran segreto da alcuni eletti.

I moderati deducono la massoneria dai Templari, e che Giacomo Molay, ultimo costoro granmaestro, prima d’esser bruciato istituisse tre loggie, una delle quali a Napoli.

Il più probabile è che nascesse intorno al Mille, quando, rassicurati che il mondo non finirebbe al compiersi dei dieci secoli, venne una smania di fabbricar chiese, donde consociazioni di maestri da uro. Erano o monaci, o diretti da spirito religioso: ond’ebbero voti, giuramenti, forme d’iniziazione: i capannoni che ergeano attorno alle fabbriche, dissero loggie: custodivano in segreto i procedimenti delle costruzioni, e tra loro chiamavansi fratelli; aveano