Pagina:Jeans - L'Universo Misterioso, 1932.djvu/120

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120 la relatività e l'etere


direzione verso Est, allora è facile vedere che per un percorso doppio prima da Est verso Ovest, e poi da Ovest verso Est, occorrerebbe un tempo leggermente maggiore che non per egual lunghezza in direzione Nord-Sud e Sud-Nord. In questo non è implicito nessun principio più recondito di quello contenuto nella esperienza comune, che si impiega più tempo a spingere una barca a remi per cento metri contro corrente e poi per altri cento metri con la corrente, che a remare per 200 metri di traverso alla corrente; nel primo caso noi procediamo più lentamente contro corrente e andiamo più presto con il favore della corrente, ma il tempo che guadagniamo dopo non è sufficiente a farci riprendere quello precedentemente perduto remando contro corrente. Se due rematori di egual forza partono simultaneamente per i due percorsi, quello che rema attraversando la corrente arriva prima, e la differenza fra i loro tempi d’arrivo darà un’indicazione sulla velocità della corrente. Si presumeva che, precisamente alla stessa maniera, la differenza di tempo impiegato dai due raggi di luce nell’esperienza di Michelson-Morley dovesse rivelare la velocità del moto della terra attraverso l’etere.

L’esperimento fu eseguito molte volte, ma non si trovò differenza alcuna di tempo. Così con l’ipotesi che la nostra terra fosse circondata da un mare di etere, l’esperimento sembrava dimostrare che la sua