Pagina:Jeans - L'Universo Misterioso, 1932.djvu/188

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188 nelle acque profonde


zioni; noi sappiamo della esistenza e della natura degli anelli X, Y, Z solamente per deduzione — dagli effetti che trasmettono ai nostri spiriti attraverso i sensi. Berkeley, ritenendo che gli sconosciuti anelli X, Y, Z debbono essere della stessa natura degli anelli a noi prossimi, D, B, sosteneva che essi debbono avere la stessa natura delle idee o dei pensieri «poichè nulla è simile a un’idea tranne un’idea». Un pensiero o idea non può esistere comunque, se non esiste la mente che la pensa. Noi possiamo dire che un oggetto esiste nel nostro spirito se noi ne abbiamo coscienza; ma questo non ci garentirà la esistenza dell’oggetto nel tempo in cui non abbiamo coscienza di esso. Il pianeta Plutone, per esempio, esisteva molto tempo prima che una mente umana ne avesse il sospetto, e ha testimoniato la sua esistenza su lastre fotografiche molto tempo prima che l’occhio umano lo vedesse. Considerazioni come queste condussero Berkeley a postulare uno Spirito Eterno, nella cui mente tutti gli oggetti esistono.

Nella magnifica e sonora eloquenza d’un secolo passato, il vescovo Berkeley riassumeva la sua filosofia nelle parole:


«Tutto il coro del cielo e gli ornamenti della terra, in una parola, tutti questi corpi che compongono la potente armatura del mondo, non hanno sostanza senza il pensiero... Finchè essi non sono percepiti in modo attuale da me, o finchè essi non esistono nella mia mente o in quella d’altro spirito creato,