Pagina:Jolanda - Dal mio verziere, Cappelli, 1910.djvu/120

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 118 —

amate e ammirate — alla loro parte di sole. Farsi belle — ecco il compendio d’intere esistenze, ma lo vogliono i nostri compagni, in questo inflessibili; e allora quando una donna sia bella, proprio bella, l’uomo non ha diritto di chiederle di più.

Non c’è che un piccolo inconveniente. La donna ridotta così allo stato di giuocattolo dovrà necessariamente correre la sorte dei giuocattoli; ieri sul cuore, oggi in briciole sotto i piedi. Non c’è rispetto di donna che la salvi, nè dignità di madre che la protegga. Rispetto? venerazione? Vecchiumi! Madre? — oh, una dolce parola; ma non ricorda più che una cosa antica passata di moda, sbiadita, intorno a cui con un po’ di studio e di fantasia si può ancora ricostruire scene di una bonaria epoca passata, come alla vista d’un ritratto di famiglia o d’un oggetto di museo.... Ma poi a poco a poco anche la evocazione non sarà più possibile — la verità sfumerà nella leggenda, gli uomini si vergogneranno di dover la vita a una creatura che non sapranno più considerare che come una curiosità della creazione; la negheranno. Opera d’una donna Dante? Colombo? Galileo? Napoleone? Chè! si sono fatti da loro!