Pagina:Kant - Considerazioni sul sentimento del sublime e del bello, Napoli, 1826.djvu/33

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32 delle disposizioni personali


Una seconda sorte di sentimento, in rapporto col precedente, e che, come quello, non manca nè di bellezza, nè di amabilità, ma in cui non rinviensi la base di alcuna solida virtù, è la compiacenza, o vero quella inclinazione che ci porta a renderci piacevoli agli altri mercè di amichevoli modi, d’una deferenza ai loro desideri, e d’una conformità della nostra condotta alle loro opinioni o ai loro interessi. Questo principio, d’un amenità seducente, è bello, e la pieghevolezza d’un simile cuore procede da un naturale benevolente; tuttavolta indarno aspirerebbe quest’ultimo all’onor della virtù, da che può aprir le dighe ad ogni fatta di vizj, quando una più elevata morale e più severa per conseguenza, non pone a loro dinanzi il limite che non è loro permesso di oltrepassare. Giacchè, senza il pensare che questa compiacenza per la società, in cui abbiam noi le nostre abitudini, divien sovente ingiustizia per gli esseri collocati al di fuori di questo stretto precinto, l’uomo il quale sacrifica, senza alcuna misura, a tale umore, è suscettibile di darsi in preda ai più deplorabili ec-

    ne la nuova a sangue freddo, d’una gran battaglia, in cui a ciascuno facilmente ricorre il pensiero che un immenso numero d’uomini avranno dovuto gemere sotto il peso de’ più spaventevoli e immeritati mali. Quel principe, il di cui viso, con invisibili segni di emozione, s’è altrove rivolto al mirare una sola infelice persona, ha nondimeno e forse nell’istante medesimo, dato l’ordine ai suoi ministri di dichiarare una guerra per privati motivi. Da che non avvi alcuna proporzione negli effetti, come dir si potrà che il sentimento dell’umanità generale abbia qualche parte della prima di quelle due impressioni?