Pagina:Kant Forza dell'animo, Pirotta, 1828.djvu/18

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18 Lettera di Emanuele Kant


potrebbe mantenersi un momento. Egli è perciò probabile che anco le bestie sognino dormendo.

Ma chiunque va a letto per dormire non potrà talvolta riescire di addormentarsi con tutto l’anzidetto rivolgimento de’ suoi pensieri, nel qual caso proverà qualche cosa di spastico nel cervello. Essendo la veglia un difetto della debole vecchiaja, e la parte sinistra in generale la più debole, io ne risentiva da circa un anno questi spastici parossismi e sensibilissime irritazioni di tal natura, che dietro l’altrui descrizione avvisava essere attacchi artritici, e quindi dovetti consultar un medico. Ma l’impazienza di sentirmi impedito nel dormire mi fece prendere il mio stoico rimedio, di rivolgere con isforzo, i miei pensieri su qualunque da me scelto indifferente oggetto (p. e. sul nome Cicerone contenente molti attributi), e rimuovere così l’attenzione da quel sentimento per cui essi subito s’indebolirono, e la sonnolenza li superò; locchè posso ripetere con ugual buon successo ad ogni nuovo attacco di tal natura, nelle piccole interruzioni del sonno notturno. Del non essere questi dolori imaginarj, mi convinse nella mattina susseguente la rossezza rovente che mostrossi nelle dita del piede sinistro. Son sicuro che molti attacchi artritici, anzi epilettici e spasmici (eccettuato le donne e fanciulli che non