Pagina:L'Anticristo.djvu/52

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che ci sia bisogno di rimproverar loro la minima cosa... Gli uni e gli altri puzzano.

Ho cercato invano nel Vangelo, un solo tratto simpatico; non c’è nulla in esso che sia libero, buono, franco, leale. L’umanità non ha avuto in esso la sua prima origine: mancan in esso gli istinti della «limpidezza...» Nel Nuovo Testamento non esistono che cattivi istinti, e non vi si trova neppure il valore di questi cattivi istinti. In esso è tutto codardia, occhi chiusi, ed inganno volontario. Qualsiasi libro sembra chiaro dopo di aver letto il Nuovo Testamento: per dare un esempio, immediatamente dopo San Paolo, ho letto con ammirazione quel l’incantevole, insolente, giocoso Petronio, di cui si potrebbe dire ciò che Burkard scriveva di Cesare Borgia al duca di Parma: «è tutto festo,» immortalmente salutare, immortalmente allegro ed indovinato... Ma questi poveri bacchettoni errano nell’essenziale. Attaccano, ma tutto ciò che è attaccato da essi, diventa «distinto». Un «cristiano primitivo» «non» macchia chi attacca... al contrario, è in onore avere per avversarii i «cristiani primitivi». Non si può leggere il Nuovo Testamento senza avvertire una preferenza per tutto ciò che è in esso bistrattato; senza parlare della «sapienza di questo mondo, che un agitatore insolente prova inutilmente con «discorsi vani» di aumentare... Per questo gli scribi ed i farisei ci guadagnano a tener nemici di tal fatta: dovevano valere qualche cosa per il solo fatto di essere aborriti in modo tanto incivile. Ipocrisia: questo sarebbe un rimprovero che «i cristiani primitivi» «oserebbero» fare. In fin dei conti essi erano i «privilegiati»; ciò è sufficiente; l’odio di Tschândâla non ha bisogno di altri motivi. Tanto il «cristiano primitivo» che - come temo — «l’ultimo cristiano», «forse vivrò il tempo sufficiente per vederlo», si rivolge, nei suoi bassi istinti contro tutto ciò che è privilegio; vive, combatte sempre per i «diritti uguali...» Considerandolo più ponderatamente, non ha elezione. Quando uno vuol essere «eletto di Dio» - oppure «tempio di Dio», ovvero «giudice degli angeli», — qualsiasi «altro» principio di elezione, per esempio, la rettitudine, lo spirito, la virilità, l’orgoglio, la libertà e la bontà del cuore, si muta nel «mondo»: il «male» in sè... Moralità: ogni parola in bocca al «cristiano primitivo» è una menzogna, ogni suo atto, una falsità istinti-