Pagina:L'Effigie di Roma.djvu/36

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36 strenna festiva

i tipi dei denari degli Italici sono in genere stati imitazioni di quei romani, ma quella moneta, avendo un tipo tutto nuovo nella numismatica della penisola, poteva all’incontro benissimo aver offerto modello al monetario romano più recente.

Fra i due monetari Cordus e Kalenus quello tiene il posto più alto essendo il suo nome scritto sul riverso. I numismatici hanno in genere supposto, che egli abbia appartenuto alla gens Mucia, perchè Dionisio d'Alicarnasso V, 26 ed altri scrittori danno a Mucio avversario di Porsenna il cognome Cordus invece che quello più noto di Scaevola. Siccome però il Mommsen a ragione reputa inconcludente sifatta combinazione, proferisco la conghiettura, che il monetario appartenne alla gens Caesia e si chiamò L. Caesius Cordus. È vero che nella letteratura non si conosce altro Caesius Cordus se non il proconsolo mentovato da Tacito, Annali III, 38, 70, è vero pure che il medesimo cognome è stato in uso anche fra altre gentes romane, si vd. il De Vit Onomast. II, p. 412, alla cui lista si potrebbe aggiungere il Valerius Cordus presso Lampridius Al. Sever. 3, ma per determinare il gentilizio del monetale si può trarre profitto di una particolarità non ancora osservata dell’iscrizione della stessa moneta, imperciocché sui denari, i quali come il descritto recano i nomi di più monetari, uno di essi nomi è particolarmente quello che sta scritto al posto più nobile ricorre anche sopra un altro denaro più antico.

Più volte il denaro, che direi collegiale, è evidentemente stato battuto nella seconda amministrazione dell’indicato monetario, altre volte tal fatto si può ritenere per più o meno probabile. S’ intende che io non posso svolgere in questa strenna né tutti gli argomenti né tutte le conseguenze di sifatta osservazione, mi contento di proporre la lista dei denari collegiali, mettendo accanto a ciascuno quel denaro più antico nel quale si trova scritto il nome di uno fra i colleghi. Bisogna però riflettere che non tutti i mo-