Pagina:L'Utopia e La città del Sole.djvu/124

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100 la citta' del sole.

i chierici appresso noi non fossero viziati da una soverchia benevolenza verso i congiunti, gli amici, o meno rosi dall’ambizione di sempre più elevati onori, avrebbero con una minore affezione alla proprietà acquistata lode di più bella santità, e simili agli Apostoli, ed a molti de’ tempi presenti, sarebbero comparsi al mondo esempi d’ogni più sublime carità.

G. M. Questo fu già detto da S. Agostino; ma di grazia dimmi: gli abitanti solari, non potendo scambiarsi benefizj, non conosceranno dunque l’amicizia?

Amm. Anzi è grandemente sentita. Imperocchè, sebbene nessuno possa ricevere particolari favori, avendo tutti il necessario dalla comunità, e vegliando i magistrati perchè nessuno ottenga più di quanto meriti (il necessario però non viene giammai negato), l’amicizia pure ha campo di mostrarsi in caso di guerra o di malattie, ovvero prestandosi mutua opera nello studio delle scienze, e talvolta anco scambiandosi lodi, funzioni, od il necessario. Tutti i coetanei poi si chiamano fratelli; acquistano il nome di padre oltrepassata l’età di ventidue anni, avanti al compimento di questi si dicono figli, ed una delle primarie fruizioni dei magistrati è l’impedire ogni offesa fra i confratelli.

G. M. E come mai viene ciò conseguito?

Amm. In queste città il numero e i nomi dei magistrati corrispondono alle virtù appresso noi conosciute. Havvi chi è chiamato Magnanimità, e chi Fortezza, Castità, Liberalità, Giustizia criminale e civile, Diligenza, Verità, Beneficenza, Gratitudine, Ilarità, Esercizio, Sobrietà, ecc.; e colui, che dall’infanzia si conobbe nelle scuole più propenso all'esercizio di qualcuna delle anzidette virtù, questi ne viene nominato magistrato. Quindi non essendo possibili fra loro i latrocinj, gli assassinj, i tradimenti, gli stupri, gl’incesti, gli adulterj e altri misfatti di cui incessantemente noi ci lamentiamo, essi vengono dichiarati colpevoli d’ingratitudine, di malignità (quando alcuno nega una debita soddisfazione), di pigrizia, di tristizia, di collera,