Pagina:L'Utopia e La città del Sole.djvu/69

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libro secondo. 45

proprie case. Benché soddisfatto alle sale, non si nega il cibo della piazza a chi lo chiede, sapendosi di certo che questo non faccia senza causa ragionevole. Perchè quantunque non sia vietato ad alcuno il mangiare in casa, tuttavia niuno vi sta volentieri, non essendo tenuta per cosa onesta, anzi sembrando pazzia pigliar la fatica di apprestare un magro desinare, potendo trovarlo delicato nella sala. Ivi i servi ministrano in quelle cose, che sono di fatica o di qualche sporchezza; e le femmine cuociono i cibi ed apparecchiano il convitto. Mangiano le famiglie a tre tavole o pili, come porta il numero loro, i maschi colla schiena al muro, le femmine di fuori; acciocchè volendosi levare per qualche disconcio, come suole avvenire alle gravide, non turbino gli ordini; ed anco possano andare a rivedere le balie, che stanno in una stanza sempre col fuoco e l’acqua monda, per governare i bambini a voglia loro. Ognuna latta i suoi figliuoli, se non è impedita da infermità; e quando avviene questo, le mogli dei Sifogranti agevolmente proveggono di balia. Perchè quelle che sono atte a far questo, si offeriscono spontaneamente; massime che tutti le commendano di clemenza, e quelli che da alcuna è lattato la riconosce per madre. Nella stanza delle balie stanno i fanciulli da cinque anni in giù. Gli altri sinché sono all’età di maritarsi, e maschi e femmine servono alle tavole, e chi non può servire sta presente con sommo silenzio. Mangiano quello che loro viene sporto da quei che seggono, senza avere ora alcuna assegnata al loro desinare. Nel mezzo è la prima tavola a traverso del cenacolo, dalla quale si mirano tutte le tavole. A quella seggono il Sifogrante e la moglie, e due de’ più vecchi. Seggono a quattro a quattro per tutte le tavole. Se in quella sifogranzia è tempio alcuno, il sacerdote e la moglie di quello seggono a tavola col Sifogrante. Si pongono d'amendue le parti i più giovani, di poi i vecchi, di maniera che si trovano insieme di età dissimili, acciocchè la gravità e riverenza dei vecchi ratfreni i giovani di ogni sconvenevole atto