Pagina:L'aes grave del Museo Kircheriano.djvu/111

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RAGIONAMENTO 95

Egli è ora nostro debito il dichiarare le relazioni, con che tra loro crediamo si annodino la ruota e la voce Cortona. Abbiamo avvisato essere stati i romani que’ che guastarono il nome primitivo di questa città, come avean fatto di quello di Volterra, chiamando Cortona quella che, secondo Stefano ed altri, fu Croton. Ma neppure Croton può dirsi voce degli etruschi, i quali ne’ loro monumenti scritti non ci hanno data mai a vedere la vocale O. Eglino forse dicevan Crutun o più semplicemente Rutu quel nome che il greco geografo non seppe distinguere da quello della città omonima di Crotone nella Magna Grecia e precisamente nel paese de’ bruzj Una ruota congiunta a cotal nome nelle più elevate parti d’Etruria, non molto lungi dalle prime sorgenti del Tevere, non era per noi che un rinnovamento di ciò che avevam già osservato presso gli estremi e più bassi confini dell’Etruria medesima alle foci dello stesso Tevere. Quaggiù rutuli che voglion essere conosciuti alla sola insegna della ruota; e colassù rutuli che non con altre epigrafi o dichiarazioni, ma con la sola ruota intendono di manifestarci il medesimo nome. Se il Crotone de’ bruzj formasse parte della nostra Italia media, non lascieremmo di rimarcare la somiglianza di que’ nomi con questi nostri; ma sono que’ luoghi troppo da noi lontani, e, venuti in potere de’ greci avventurieri, fuori del nome non han potuto farci pervenire alcun’altra memoria della primitiva loro nazionalità. Coteste nostre interpretazioni non incontreranno per ventura l’approvazione di molti: e noi desideriamo ben di cuore, che costoro ci diano una più plausibile ragione del fatto dell’omonimia de’ popoli e dello città più antiche d’Italia, omonimia che si esattamente si accorda con l’identità delle nazionali loro insegne.

Il e il v sempre impressi dopo la fusione su tutte quasi le monete di questa serie, sono per noi cifre di troppo oscura intelligenza. Sia d’altri il penetrarne i sensi e l’indicarcene le utilità storiche e geografiche.

Una bipenne, due vasi e due ancore sono i misterj dove noi dobbiam continuare le nostre discussioni. Congiunti alla ruota cotali simboli hanno a rivelarci i nomi di tre altre città nate dalla metropoli Cortona. La geografia della provincia verso il mezzodì di Cortona ci mostra Perugia, Arezzo verso settentrione, e tra ponente e mezzodì Chiusi. Sarebbe mestieri andar troppo lungi ed uscire da que’ confini, entro a cui cotesto monete si sogliono rinvenire, per incontrare altre città etrusche di qualche rinomanza. Perciò l’impresa nostra debbesi restringere a dimostrare la relazione diretta che i nomi di queste tre città possono avere con la significazione di quei tre diversi simboli.

Opinava il Lanzi, che la ruota e la bipenne delle monete etrusche potessero accennare alla dignità de’ lucumoni e de’ sommi magistrati, che usavano sedia curule e cocchio, e si faceano precedere dalle scuri portate da famigli e donzelli publici; il qual costume fu ricopiato e sostenuto in Roma per un lungo giro di secoli. L’opinion nostra del primitivo nome di Corto-