Pagina:L'edera (dramma).djvu/179

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fuori di sè, la raggiunge, l’afferra e la spinge a terra, come volesse inchiodarvela.


E vi resterai, perdio!

Annesa scoppia in lagrime, e gli tende le mani supplichevole.


Ah!, piangi?... Non sei, dunque, tanto desiderosa di soffrire ed espiare?... Oh, lo sapevo!... Perchè mi consigliavi di sposare.... e ingannare... una donna ricca?.... Perchè hai commesso quel delitto?... Per assicurarti un’esistenza tranquilla.... Oh, non ho sbagliato quando ti rassomigliai all’edera!... Ah, vuoi lasciare l’albero disseccato.... per espanderti sopra un altro!... Vuoi lasciarmi qui... a combattere contro i fantasmi.... contro i rimorsi... solo.... debole... disonorato dalla tua partenza?

con sarcasmo.

Ma, sì, va, va pure!... Corri a castigarti dimenticandoci!... Non ti dimenticheremo noi, però: non ti dimenticherà il paese!... Non ci sarà nessuno che non pensi: «Se Annesa se n’è andata, è segno che Zua Decherchi è stato ucciso dai suoi parenti!»... e anche mia figlia, un giorno, sospetterà di suo padre!... È questo il tuo castigo?... Questa, la tua vendetta!

Annesa

si alza, con uno scatto di ribellione.


Basta!... Tu vedi quello che soffro, e mi


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