Pagina:La Cicceide legittima.djvu/125

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D. Ciccio si dolse, che suo Padre scrivendogli non gl’avea dato il titolo d’Eccellente.

ccxxxii.

SCrive il Padre a D. Ciccio, e nel di fuore
     Del soglio non gli diè de l’eccellente,
     Cnd’ei ne fece altissimo romore
     4Con Prospero Bottin suo confidente.
Questo è un torto, dicea, troppo evidente
     L’eccellenza negarmi, e son Dottore!
     Or che sperar poss’io da l’altra gente
     8Se mi tratta in tal guisa il Genitore?
Nò, rispose il Bottin, che le persone
     Se fin or da l’estrinseca apparenza
     11V’hanno stimato un trivial C....
Oggi, vedendo far questa doglienza
     Diranno, e nol diran senza ragione,
     14Che voi sete C .... in eccellenza.


D. Ciccio percosse con un pugno il Dott. Domenici, perchè nol chiamò Avvocato.

ccxxxiii.

REcandosi D. Ciccio a grand’ingiuria,
     Che dal Dottor Domenici negato
     Gli fosse là nella Romana Curia
     4Con suo disprezzo il titol d’Avvocato:
Senza considerar che per incuria
     Ei forse commettea questo peccato,
     Gli diede uno sgrugnon con tanta furia,
     8ch’un occhio gli lasciò mezzo ammaccato.
Ma quei, l’affronto in carità soffrendo,
     Disse: Per mia maggior riputazione
     11Teco non mi risento, e men t’offendo.
Perchè s’anch’io ti dassi uno sgrugnone,
     Potrebbe poi la gente andar dicendo,
     14Che ’l Domenici ha dato nel C....



A D. Cic.