Pagina:La Cicceide legittima.djvu/169

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
162


Contro i Detrattori della Cicceide.
Al Sig. Domenico Arnolfini.

cccxx.

CAro Arnolfìn, noi siam al sicut era,
     Però che tuttavia l’invide genti,
     Torcendo il muso, e digrignando i denti,
     4S’arman ver me di rabbia ogn’or più fiera.
Con rigidezza critica, e severa
     Dicon, che questi miei componimenti
     Non han le chiuse lor così pugnenti,
     8Quai denti ha la satirica maniera.
Udisti mai più strane opposizioni!
     Oh mia musa infelice a che sei giunta!
     11Oh sfortunate mie composizioni!
Mira, se giustamente altri l'appunta!
     Elle tutte finiscono in C ....
     14E tu sai; che i C.... non han la punta.


A’ Detrattori della Cicceide.

cccxxi.

ZElanti, e quando mai vi arresterete
     Da quei tanti schiamazzi, e opposizioni,
     Onde con dente critico solete
     4Lacerar quelle mie composizioni?
Se ciò forse provien, perchè scorgete
     Fra loro in troppo numero i C....
     Frenate omai la lingua, e desistete
     8Dal mal trattarle con le detrazioni,
Mentr’io, perchè m'appago assai del giusto
     Vi do ragion, gli abjuro, e mi protesto,
     11Di sentirne rammarico, e disgusto.
Ma in tanto voi, per rimediar a questo,
     Sputando ciò, che v’amareggia il gusto,
     14Godete almen, senza i C.... del resto.



Al