Pagina:La Cicceide legittima.djvu/202

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

195

D. Ciccio replicò molte volte d’aver ancor egli giudicato più di venti anni,

xliv.

QUella, che splende in te legal virtù,
     Onde già fai con Bartolo gilè,
     Non solo infra di noi chiara si fè,
     4Ma ne giunse il lustror fino al Perù.
Dunque a che fin quel sempre dir, che tù
     Il Giudice facesti al par di me,
     E che ’l tuo cul Dottore anch’ei sedè
     8Il Tribunal vent’anni, e forse più!
Io sò, che sempre fisso, e non mai sazio
     Di giudicar ne festi l’esercizio
     11Là ne’ fori di Giano, e in quei del Lazio;
Ma chi nol sa, ne può cavar l’indizio
     Dal veder, che t’ha logro il lungo spazio
     14D’un tanto giudicar tutto il giudizio.


Al Sig. Ludovico Breni.

xlv.

E’ quì, Breni, comparso un Ingegnone
     Insigne professor di matematica,
     Che certo, e per teorica, e per pratica
     4Può star con Archimede al paragone,
Ei fa volar per l’aria un Galeone,
     Solo enpiendol di vento; e ciò si pratica
     Cacciandogliel fra l’una, e l’altra natica
     8Col mezzo d’un gonfietto da Pallone.
Or io, che sono a far tal prova intento,
     Se posso aver D. Ciccio per Piloto
     11Ne spero meglio il ripromesso evento:
Nè ponno andar le mie speranze a voto.
     Perch’essendo ancor ei gonfio di vento,
     14Gli accrescerà mirabilmente il moto.



I4 Con