Pagina:La Cicceide legittima.djvu/221

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
214

L'Epitafio.
Al Padre D. Placido Buttironi.

lxxi.

PAdre, morì D. Ciccio, e veramente
     Ne prova il mondo tutto un danno espresso,
     Perchè troppo gran gusto avea la gente
     4Di C....narlo, e palleggiar con esso.
Morì D. Ciccio, e dove in marmo algente
     Dal grato erede a riposar fu messo,
     Ivi per man d’Artefice eccellente
     8Fu l’Epitafio in cotal forma espresso.
Imputridito in questa Tomba oscura
     Sen giace di D. Ciccio il Corpo frale,
     11Ahi troppo deplorabile sciagura!
Ma che stupir? l’effetto è naturale;
     Mentre che l'avarissima natura
     14Mai non diede al meschin dramma di sale.


Il Deposito di D. Ciccio.

lxxii.

OR, che per man de l'empie parche ingrate
     Il viver di D. Ciccio è giunto al fine,
     Diroccatevi o monti, o quà mandate
     4Del vostro sen le viscere più fine.
Spicchinsi là dal ligure confine
     Le più candide selci, e più pregiate,
     Vengan da Paro i marmi, e tragittate
     8Sien con essi sin quà le balze alpine.
Quindi a sua gloria, e per comun conforto
     Alto fe gli erga un Mausoleo, che passi
     11Oltre le nubi, e da lontan sia scorto.
Così poscia dai Posteri vedrassi,
     Ch’ei con egual fortuna, e vivo, e morto
     14Sempre su meritevole di sassi.



La