Pagina:La Cicceide legittima.djvu/79

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L’Autore in procinto di portarsi a Venezia invita seco D. Ciccio.

cxli.

ODesi da Venezia esser già presso
     La recita d’un’Opra musicale,
     Sendo già cominciato il Carnevale,
     4E l’uso della maschera permesso.
Or noi, D. Ciccio, andiam pensando adesso
     Di far quel viaggetto geniale,
     Se da l’occupazion del Tribunale
     8Ne sarà questo comodo concesso
Ma in simil congiuntura io bramerei,
     Che veniste pur voi con esso noi,
     11Per quella gloria che ve ne vedrei;
Poichè così quei Porporati Eroi
     Avrian colà due gran Bartolomei,
     14Quel da Bergamo l’uno, e l’altro voi.


L'Autore giunto a Venezia, invita colà D. Ciccio.

cxlii.

ECcomi al fin, dove in equoreo Regno
     Tutti ha gli studj suoi Febo introdotti;
     Ma senza il lume tuo par, che s’annotti,
     4Ond’egli stesso ha questi lidi a sdegno.
Vienne dunque ancor tu, che ben sei degno
     Di conversar con gli uomini più dotti,
     Ed in questi Accademici ridotti
     8Mostra tu pure il tuo sublime ingegno.
Vienne, D. Ciccio. Al tuo valor già parmi,
     Che risuonin gl’applausi, e il guiderdone
     11Già ti veggo apprestar di bronzi, e marmi.
Così avrà poi con nobil paragone
     Nelle lettere ancor, come nell’Armi
     14Venezia il suo Bartolomeo C....



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