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la capanna dello zio tom


rivolta specialmente a lei. Miss Ofelia fece atto di aver inghiottito qualche mistura vulcanica, e che fosse in punto di scoppiare. Ma ben presto raccogliendosi, chiuse le labbra con forza ed uscì dalla camera.

Era ben duro tornare addietro, e dover dire alla povera Rosa che non avea nulla a sperare; ben presto comparve un servo, il quale per ordine della padrona, ingiunse alla giovane di seguirlo alla casa correzionale, ove ella, ad onta dei suoi strepiti, delle sue lacrime, fu flagellata.

Tom, di lì a pochi giorni, stava pensieroso accanto alla finestra, quando gli si fe’ presso Adolfo, il quale, dopo la morte del suo padrone, era immerso nella più cupa malinconia. Questi sapea benissimo che era sempre stato per Maria un oggetto di avversione; ma, finchè il padrone viveva, non se ne avea dato gran pensiero. Ora poi che il suo difensore era morto, tremava continuamente, ignaro quale potrebbe essere il suo destino. Maria avea avuto parecchi consulti col suo avvocato. D’intesa col fratello di Saint-Clare, venne al fermo di vendere la piantagione e tutti i servi, tranne quelli che le appartenevano personalmente, e con questi tornarsene a casa del proprio padre.

— «Sapete, o Tom, che saremo venduti tutti?» cominciò Adolfo.

— «E da chi l’avete inteso?» disse Tom.

— «L’udii colle proprie orecchie, mentre mi tenea appiattato dietro le cortine, ascoltando ciò che la padrona diceva col suo avvocato. Tra pochi giorni, saremo messi tutti all’asta pubblica, Tom.»

— «Sia fatta la volontà di Dio!» sclamò Tom, raccogliendo le braccia al petto e sospirando profondamente.

— «Non avremo mai più un padrone così buono — riprese Adolfo con aria di uomo che teme; — ma piuttosto di rimanere a discrezione della signora, amo di esser venduto.»

Tom si rivolse altrove; avea il cuore angosciato. La speranza della libertà, il pensiero della sua moglie lontana, dei suoi figliuoli, si presentarono vivamente alla sua anima appassionata, non altrimenti che al marinaio, il quale naufraga vicino al porto, si presentano il campanile della sua chiesa, i cari tetti del nativo suo villaggio, cui egli può mandare dall’alto d’un maroso, un ultimo addio. Tom si strinse fortemente le braccia al petto, si asciugò col rovescio della mano una lacrima amarissima, e si sforzò di pregare. La sua povera anima si era formata una tale idea della libertà, che gli fu questo un tremendo colpo, e più diceva «sia fatta la volontà tua,» più duramente soffriva.

Gli venne in animo di presentarsi a miss Ofelia, la quale, dopo la morte di Eva, avea preso a trattarlo con una speciale bontà rispettosa.

— «Miss Ofelia — disse egli — il padrone Saint-Clare mi avea promessa la libertà. Mi assicurò che avea cominciato a far le pratiche neces-