Pagina:La coltivazione degli olivi.djvu/15

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4 degli ulivi

     Voi d’Arno egregi spirti, e d’Elicona
Chiari lumi, per cui sublime tanto
Udì levarse il susurrar dell’api
75Con certe leggi, e fra le aurate spighe
Più superba innalzar Cerere il capo
Vidi, e le franche piagge ir belle e liete
Del gran Coltivator ch’esule d’Arno 3
Seguir le patrie muse ad altro cielo:
80Voi dell’Itala terra, e del dir nostro
Ornamento e splendor cui peregrini
D’Asera, e di Manto ai puri fonti addusse
Il favor delle muse, al mio cammino
Siate guida, e conforto. E tu dei prodi
85O magnanimo Seme, arbitro e donno
Del non mutabil fato, a cui natura
Fuor d’ogn’uso mortal, diè invitta forza,
E congiunto al poter, senno e virtude:
Tu solo in terra, o che ti piaccia il brando
90Adoprar nelle pugne, e portar l’ira
E la vendetta degl’infranti patti
Fulminando dall’Istro al Boristène,
O che discenda per la vasta Teti
Scorrendo la fraterna onda, che sdegna
95Dell ultima Inghilterra il rio servaggio,
E le sta sopra colle ardite prode:
E già Te appella dall’algoso fondo