Pagina:La difesa della razza, n.1, Tumminelli, Roma 1938.djvu/24

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Tipo igiurtino Somalia aliano) Tipo id Scek Eritrea) Tipo Banù [Eritrea) Cipriani) LA RAZZA Che gli uomini siano divisi in gruppi diversi gli uni dagli altri è opinione diffusa; non ugualmente diffuso e preciso è il concetto dell’umanità divisa in razze. Comunemente, parlando di gruppi umani, ci si fonda sopra differenze nazionali, linguistiche e religiose: si parla così di Francesi, di Tedeschi, di Russi, oppure di Latini, di Germanici, di Slavi, o infine di Cattolici, di Protestanti e di Ortodossi. Per avere netta l’idea di una umanità distinta in razze, bisogna sgombrare la mente da tutte queste categorie tradizionali e con¬ siderare i singoli uomini con l’occhio del naturalista, come semplici individualità biologiche. Cosi considerata l’umanità, si presenterà distinta in gruppi la distribuzione dei quali può coincidere, ma può anche non coincidere con le divisioni tradizionali, nazionali, linguistiche e religiose. Questo modo di considerare i vari gruppi umani si trova già, per quanto confuso, nella comunissima divisione dell’umanità in una razza Bianca o Caucasica, in una razza Nera o Etiopica, e in una razza Gialla o Mongolica. . Come si comprende, distinzioni così basate su differenze somatiche, corispondono a divisioni fondamentali che separano gli uomini, e i gruppi così definiti si trovano realmente in na¬ tura. Dimodoché mentre ogni uomo può imparare un’altra lingua, può farsi di un’altra religione, può acquistare un’altra cittadinanza, non può mai cancellare i segni indelebili, con i quali Natura ha marcato la sua razza. Questi segni indelebili della razza sono l’unico patrimonio sicuro che-un uomo può trasmettere ai suoi figli e ai figli dei figli, mentre potrà anche non avvenire lo stesso per la lingua, la religione e la citta¬ dinanza. GRANDI BAZZE E PICCOLE RAZZE Considerando ora gli uomini con lo stesso criterio naturali¬ stico, che servì a stabilire la distinzione in bianchi, in neri e in gialli, ma con maggiore attenzione, si vede come in realtà le grandi razze possano essere suddivise in razze minori. Queste piccole razze sono le unità sistematiche elementari, omogenee e ben definite, che corrispondono alle varietà degli animali e delle piante. Esse non sono astrazioni del nostro pensiero ma sono entità esistenti realmente in natura e noi non facciamo che riconoscerle. ' Tutti gli individui di una data piccola razza si assomigliano fra loro per numerosi caratteri e questa somiglianza viene ere¬ ditata. Questo non vuole dire che tutti gli individui apparte¬ nenti ad una razza debbano essere tra loro assolutamente uguali come due gocce d’acqua, ma soltanto che i diversi caratteri quantitativi e qualitativi oscillano come un pendolo intorno ad un valore medio, proprio per ogni razza. Questi individui, riproducendosi, danno dei discendenti che si comportano come i genitori, ripetendosi per ogni carattere sempre la stessa am¬ piezza di oscillazione. In tal modo ogni razza è per certi carat¬ teri irrevocabilmente incatenata entro determinati limiti, dai quali, finché si mantiene pura, non può mai uscire.- Ogni uomo ha quindi una personalità molto diversa a se¬ conda della razza da cui origina. Questa personalità è il risul¬ tato di fattori ereditari, che si esercitano da secoli e che pos¬ sono sempre trasparire sotto il lieve strato formato dalle nuove condizioni di vita. L’uomo che appartiene ad una razza, creatrice di una grande civiltà, ha in se stesso, nel proprio plasma e nel proprio germe, dei tesori immensi. Questi tesori mancano e mancheranno sem-