Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/252

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creduto cosa ordinaria, un raffreddarsi del cuore, ritenuto leggerezza comune, un mutamento di effusioni, di slanci, di cure, cose tutte dappoco, credute tanto dappoco, considererebbe come parte essenziale de’ suoi studi, de’ suoi fini più nobili quello d’intendere e comprendere una donna, prima d’impegnarne il cuore o di farla sua. Egli, con la sagacia che gli è propria, col calcolo, si anche col calcolo della mente, col dominio degl’impeti, con la posatezza del carattere, studii ponderatamente quest’essere delicato che si chiama donna, e che non è altro che amore in qualunque modo la si riguardi, e quando avrà avuto l’alta approvazione del cuore, così come s’ebbe quella indiscutibile della mente, avvalorata e confermata da una laurea, da un’arte, che gli procacci un posto sicuro e tranquillo, stenda la mano alla fanciulla che l’aspetta ed assicuri la felicità del cuore. — Stenda la mano a lei che lo cerca per appoggiarvisi e per morire con lui, come l’ellera muore abbracciata al platano, e le giuri una fede inviolabile, resa salda dalla certezza che quella creatura è in tutto e per tutto degna di lui. Che se dopo d’averle giurato amore, così come si giuoca una partita a scacchi, l’uomo s’accorgesse d’una certa diversità di carattere, di certi difettuzzi che egli non saprebbe compatire, della salute poco valida e forte per farne della fanciulla una madre, della dote che dispare quando ci si faceva su i conti, della famiglia che non appaga le pretese della civil società, dell’ideale insomma che svanisce sotto la fina osservazione esaminatrice, di chi la colpa, o signori? Perchè non averla lasciata in pace quella creatura nella sua vergine speranza, nella sua fervida aspettativa? Ma intanto la fanciulla, che ha già dischiuso il suo cuore all’alito vivificante dell’affetto, come mammola ai tepori dell’aprile, si vede impallidire dinnanzi ai propri occhi il quadro abbagliante dell’amore e poco dopo la confusione, l'allontanamento, la sparizione di quel quadro bellissimo. Ma quel quadro essa lo cerca, si dibatte, freme, e il quadro è sparito per sempre. L’uomo ha trovato una causa qualunque, un pretesto, ed ha abbandonata la fanciulla, in cerca di miglior fortuna. E la fanciulla ha già sfruttato il primo affetto, ha già consumato il palpito sacrosanto, che nessuno mai può valutare abbastanza perché il primo e più sacro per la donna Oh! Da questa consumazione, da questa rovina, che per gli uomini sembra un nonnulla, perchè le apparenze mostrano che è cosa da nulla, che rovinio d’affetti, che disastro del cuore!

Intanto la fanciulla, non può vivere senz’amore, e dopo qualche