Pagina:La fine di un regno, parte I, 1909.djvu/305

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 283 —

e Campagna. Tutti ignobilmente chiedevano! Ai militari soltanto furono concesse, fra insegne cavalleresche, medaglie d’oro e d’argento, ben censessanta onorificenze; e chi volesse saperne di più e conoscere tutti i beneficii concessi dal re, comprese le piccole largizioni quasi elemosine, e i nomi dei beneficati, che mettevano innanzi una specie di diritto, legga la cronaca di monsignor Del Pozzo, o la voluminosa cronistoria della rivoluzione in Basilicata di Michele Lacava.1 Questi è severissimo col Pateras, al quale attribuisce principalmente la causa del disastro; e il Bilotti, di accordo col Lacava, afferma, che se non si hanno prove per chiamarlo traditore, egli "non può sottrarsi a quella di vigliaccheria, o per lo meno all’altra di mancato sentimento di solidarietà verso gli amici„. Ritengo ben esagerato questo giudizio. La non eseguita missione del Pateras non fu che un altro degli effetti della impreparazione dell’impresa, la quale iniziata a Genova, fra le impazienze e le imprudenze dei mazziniani, e le illusioni del Pisacane, si compì tragicamente a Padula e a Sanza, lasciando l’esempio di una delle più eroiche follie umane. Pisacane parti votato alla morte, e il Nicotera e il Falcone con lui: i tre soli della spedizione, che avessero una fede e un ideale politico. Enrico Cosenz non volle saperne, pur essendo amicissimo del Pisacane, nè altri emigrati od uomini d’arme di qualche notorietà vollero far parte della impresa. Nicotera aveva ventinove anni, e Falcone ventitrè. Gli altri, che partirono sul Cagliari, erano animati da spirito di avventura, più che da un ideale politico; il grosso della banda si formò a Ponza, con la liberazione dei prigionieri politici e comuni, e questi in maggior numero A Genova era notorio che Pisacane si sarebbe impadronito del vapore lungo il tragitto, e sarebbe sbarcato a Sapri; notorie le varie fasi dell’impresa, e molte le spie, onde il console di Napoli Garrou, zelantissimo, ne informava il suo governo, e il Bilotti dà il sunto di molti di quei dispacci, ma per errata trascrizione battezza il Garrou per Garrone. A Genova era preveduto l’insuccesso; preveduto dallo stesso Mazzini, che li spinse al sacrificio, come aveva spinto, tredici anni prima, i Bandiera e i loro compagni! Ma Sapri e Sanza oscurarono la fama di Pizzo. Mezzo secolo di

  1. Cronistoria documentata della rivoluzione in Basilicata del 1860 e delle cospirazioni che la precedettero, pel dott. Michele Lacava. — Napoli, Morano editore, 1895.