Pagina:La lanterna di Diogene.djvu/186

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del grande popolo trova giustamente versato per te, stupida Elena; ecco lo stoicismo sublime del Leopardi che sfuma come nebbia al sole; e di questo asceta moderno, vivrà mirabile nei versi il grido di spasimo quando Venere si compiace di toccare le misere carni con la sua pietra infernale. Oh, miseria dell’uomo! «Va dunque, o stoltissimo, — dissi a me medèsimo rincasando, — va e poniti al lavoro e componi un libro di filosofia nuova in cui le ragioni dell’essere siano spiegate come effetto di questa forza immanente, multiforme ed una in tutte le età. Questo sì, è il vero determinismo storico. Ciò già fecero altri filosofi! Ebbene, ritorna da capo».


*


Oh, stoltissimo, in verità, perchè rincasando accigliato e turbato per questi nuovi pensieri, mi abbattei nel signor capitano.

Egli quella sera fumava sereno contro la luna nova, la quale disegnava una placida falce sottile in fondo al cielo azzurro; e le due punte della falce si congiungevano in un esile, quasi invisibile cerchio d’oro.

Mi ricordai subito delle sue teorie sul genio della donna! Ed io che andavo tormentandomi