Pagina:La lanterna di Diogene.djvu/43

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 35 —

dini non si fanno più tondi se non al passaggio di un automobile. L’automobile può essere massacratore, ma è potente e prepotente. È moderno! Perire vittima di un ordigno moderno è onorevole: credo che sia ammesso tacitamente anche dai nostri umanitari.

Ecco: il terribile carro si presenta in fondo alla via nello sfondo di un nembo di polvere. Il corno solenne, grave, armonizza stranamente col fremito precipitoso degli stantuffi e dà questo avvertimento: «Profani, tutti, sgombrate la via!» E non c’è duro bifolco o carrettiere addormentato che non scenda e non trascini a mano le sue bestie sul ciglio della strada. L’imprecazione non ci pensa nè meno a formarsi, perchè tutti i centri del cervello sono paralizzati dalla meraviglia.

Pare che la strada si sollevi in un moto serpentino e faccia essa scivolare il gran carro, che si snoda agile come una serpe. La visione è olimpica: signori e dame passano con compostezza regale. Un idiota lassù, può sembrare un gravissimo personaggio. Perchè? perchè appare prepotente e ricco.

Cesare è disceso dalla quadriga: ma il capitalista anonimo è salito sull’automobile e percorre da trionfatore la strada della democrazia, con la visiera della maschera calata.