Pagina:La lanterna di Diogene.djvu/51

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Cantano i cigni più dolcemente quando la morte s’appressa.

Oh, siate laudate anche voi, anime grandi, e laudato sia il popolo d’Italia quando spezzerà i sigilli degli evangeli che i suoi santi a lui lasciarono per testamento!

E dopo le ginestre vennero le querce!


*


Vidi nell’azzurro disegnarsi una famiglia di querce gigantesche: esse erano sole e contorte in maniera strana e ammirevole, come un pittore a fatica potrebbe imaginare senza modello; ed erano così coperte di muschio e di edere che pareano smeraldo nel turchese del cielo: e allora dal folto delle loro frasche si partì, ardito come freccia, un canto animatore di uccello: quindi esso apparve.

Esso, l’uccello, si librò alquanto al di sopra delle fronde con le ali aperte, come sogliono i pittori foggiare lo Spirito Santo, e nell’aprirsi le ali scoprirono un bel colore purpureo. Veniva su dalle frasche della quercia, e tornava a nascondersi. Mi aveva l’aria di venir fuori a salutare il buon papà, il sole, il quale imbiancava, giù nella valle, tutto il corso sassoso del fiume Tiepido.

Non mi ricordo bene quanto tempo stetti a