Pagina:La lanterna di Diogene.djvu/79

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preso in affitto questo loghicciolo — ha già aperto l’uscio della sua capanna. Nelle prime mattine ero sorpreso sentendo la sua voce chioccia brontolare nel dolce silenzio, e non sapevo con chi parlasse, perchè nell’aia e intorno alla casa non c’era alcuno a quell’ora. Oh, con chi fa diatriba questo grinzoso demonio in gonnella? (Giacchè costei è la vecchia bacucca, la befana, la strega, il terrore dei bambini. Non la vedemmo noi una sera al lume di luna, in camicia — orrore! — uscire tutta feroce dalla capanna, con la scopa levata, desta al rumore di alcuni monelli che osavano saltare la sacra siepe di confine del suo orticello? Questi fuggirono come passeri: ella rientrò brontolando come il tuono che si allontana.)

Finalmente ho scoperto il mistero. Essa parla discretamente con le galline e con il maiale. Invita le galline al pasto dell’intrisa crusca, e le pingui e prepotenti garrisce perchè facciano posto ai grami galluzzi; poi, mentre tutti bezzicano, alterna all’una o all’altra l’amorosa persuasione e l’efficace rimprovero. Con quelle che fanno l’uovo, usa espressioni di cuore amoroso; ma quelle, di cui il nido non porta l’uovo, afferra, e per cura di fecondazione, immerge a lungo nell’acqua fredda, e soltanto quando le ha tratte fuori impaurito e mezzo