Pagina:La madre (1920).djvu/205

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fra le sue: capì che ella già ricominciava a ribellarsi; gliele strinse forte; così avrebbe voluto tenerle ferma prigioniera l’anima.

— Buona, Agnese! Ascoltami: tu non saprai mai quello che io ho sofferto, oggi; ma era necessario. Mi sono tolto di dosso tanta scorza impura, mi sono scorticato a sangue; adesso sono qui, tuo, sì, come Dio vuole che io sia tuo, tutto anima.

— Vedi, — riprese lentamente, stentatamente, come scavando le parole dal suo più profondo interno, e porgendogliele: — ho l’impressione che ci siamo amati da anni ed anni; che tutto abbiamo goduto e sofferto l’uno per l’altro, fino all’odio, fino alla morte. E tutte le tempeste del mare, tutta la sua implacabile vita è dentro di noi. Ci sbattiamo e sbattiamo e siamo sempre dentro di noi. Agnese, anima mia, che cosa vuoi da me più di quello che posso darti: l’anima mia?

D’un tratto tacque. Sentì ch’ella non capiva. Non poteva capire. E la vedeva sempre più distaccata da lui, come la vita