Pagina:La madre (1920).djvu/231

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per cominciare la messa gli sembrò che anche la sua anima si piegasse davanti a Dio, vestita della sua pena com’egli era vestito del camice e della stola.

Allora s’impose di non guardare più indietro, di chiudere gli occhi ogni volta che doveva volgersi per benedire. Aveva l’impressione di camminare, camminare, in salita, su per un calvario erto; e una lieve contrazione nervosa gli torceva la nuca ogni volta che doveva rivolgersi verso il popolo: allora chiudeva gli occhi, sì, come per non vedere l’abisso ai suoi piedi; ma attraverso le palpebre tremule la panca intagliata gli appariva ostinatamente, con la figura nera di Agnese, nera sullo sfondo grigio della chiesa.

E Agnese realmente era lì, vestita di nero, con un velo nero attorno al viso d’avorio: la fibbia dorata del suo libro di preghiere scintillava fra le dita nere delle sue mani inguantate; ed ella sembrava leggere ma non volgeva mai la pagina. La serva le stava inginocchiata accanto, per terra, con la testa di schiava