Pagina:La madre (1920).djvu/46

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 36 —

di essere ancora nella grande cucina grassa e calda del Seminario dove era stata serva per dieci anni, e dove a punto era riuscita a far accettare il suo Paulo: figure nere sfioravano silenziose le pareti giallognole, e nel corridoio attiguo si sentivano le risate sommesse e i pugni che i seminaristi si davano di nascosto. Ella stava seduta, stanca morta, accanto alla finestra che dava su un cortile buio; e teneva uno strofinaccio sulle ginocchia, ma non poteva neppure muovere le dita, tanto era stanca.

E anche nel sogno le pareva di aspettare Paulo che era uscito di nascosto dal Seminario senza averle detto dove andava.


— Se se ne accorgono, lo cacciano via subito, — pensava: e aspettava con ansia che i rumori intorno cessassero, per riuscire a farlo rientrare di nascosto.

D’un tratto si svegliò, si guardò attorno e rivide la cucina della parrocchia, stretta e lunga e sbattuta dal vento come una barca: ma l’impressione del breve sogno