Pagina:La madre (1920).djvu/51

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dere; ci fa soffrire per castigarci di non aver saputo godere, questo sì, idiota d’una donna. Dio ha creato il mondo con tutte le sue bellezze e poi lo ha regalato all'uomo perchè se lo godesse: peggio per chi non lo capisce. Del resto non m’importa di convincerti, come tu pensi. M’importa di cacciarvi lontani di qui, tu e il tuo Paulo. Peggio per le vostre viscere se avete voluto venire a star qui.

— Ce ne andremo, non dubitate, ce ne andremo presto. Questo ve lo posso promettere: non penso ad altro.

— Tu parli così perchè hai paura di me. Però fai male ad aver paura. Tu credi sia stato io, a fermarti i piedi e a impedire agli zolfanelli d’accendersi: e può darsi che sia stato io, ma non è detto che per questo io voglia far del male a te e al tuo Paulo. Solo voglio che ve ne andiate: bada però che se non tieni la parola te ne pentirai; allora ci rivedremo e ti ricorderò questo nostro colloquio. Intanto ti lascio le calze da rattopparmi.

— Va bene; ve le rattopperò.