Pagina:La morte e l'immortalità - Feuerbach, 1866.djvu/11

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VII

A comprovare le stranezze dello spirito umano rileviamo dal Gassendi Syntagma Philosophicum i più curiosi cenni sulla Cabala e precisamente sulla Art-magna di Raimondo Lullo che di questa intese farne un trattato ridotto poi a compendio nella Ars-parva. Già prima, la filosofia Cabalistica avea preso le mosse dagli Ebrei, ed il Rabbino Akiba nel suo libro il Tetsirah ossia creazione, porge delle misteriose teorie. ed i commenti che ne conseguitavano vennero raccolti al 1677 da Hnorrio da Rosenroth nella sua Kabala denudala.

Speculazioni per vero stiracchiate ed insulse dell’uman cervello ed alle quali in fine dal nostro Pico della Mirandola fù applicalo il nome di Cabala e reso questo volgare.

Cesare Cantù ha voluto criticare la definizione della Filosofia scolastica data dal Consin con queste parole «applicazione della filosofia come forma al servizio della fede''» e si vorrebbe modificala con queste altre «applicazione della filosofia alla discussione dei dogmi della fede.

E notale che egli il Cantù intende dopo ciò di sostener tuttavia l’Ortodossia come se fosse possibile lo applicare la vera Filosofia o meglio la Filosolia Critico-Dialettica alla Dommatica senza che questa se ne vada in fumo.

Segue la Filosofia dello Spinoza, banditrice di quel Panteismo che tanto ha progredito ai giorni nostri specialmente in Alemagna.

Da ultimo ci si mostra l’odierna Filosofìa critico-dialettica coltivata al di là del Reno ed appoggiala ai due grandi filosofi alemanni Hegel, ed Heine.

In Italia Gioberti, Rosmini, e Ventura, hanno tenuto il campo filosofico certo con ingegno non comune ma erano preti tutti e tre, ed hanno credulo poter conciliare il Domma col progredente Razionalismo. Conciliazione impossibile!

Essi però hanno per lo meno dato a conoscere agli stranieri che la nostra terra Italiana non è mai rimasta priva d'intelletti superiori, ed altronde non può essere spenta la memoria dei nostri grandi italiani che al XVI secolo,