Pagina:La pastorizia.djvu/102

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LIBRO QUINTO.



Te seguitando, o Febo, alle dilette
Del Tessalico Amfriso onde correnti,
Amor della tua Dafne e de’ pastori,
Dirò, siccome intatto il bianco vello
5Serbisi e tonda, e quai colori assuma;
Perocchè dolce ancor memoria suona
Che a la bell’opra un dì le rosee mani
Non isdegnasti, il fatal dì che, tolto
Dai convivj celesti e da le stelle
10Misero esilio, sulla terra andavi
Cercandoti un asilo, onde sottrarti
All’ira, che di Giove uscia tremenda
Per gli spenti Ciclopi. Ramingando
Del buon figlio di Téreo ti accolse
15La casa; e tramutando arco e faretra
In pastoral verghetta, un gregge avesti
A la tua cura; se non che la dolce
Arte del canto e la Deliaca lira
Manifestava Apollo, e la presenza
20Del nume ascoso possedea quel loco.