Pagina:La pastorizia.djvu/139

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130 la pastorizia,

405Bello è veder ne' piani al pasco usato
Di sè stessa avviarsi in un ristretta
La greggia, a cui dinanzi il pastor move
Securamente, e ne prescrive i passi.
Obbedienti al consueto sibilo
410Lascian le folte macchie, in che si avvolgono
Le pecorelle, e l'ime valli e l’ardue
Balze, e congiunte d’ogni parte adunarisi.
Alto levando i capi oltre procedono
Premendosi e belando, e al leggier scalpito
415Alzasi e mesce la commossa polvere;
E via sovr’esso il guardo erra sui candidi
Mobili dorsi, e vi s’arresta e spazia.
Solo in andando il generoso arïete
Vedi lascivo tra le agnelle emergere
420Sui piè levato, e accavallarle e perdersi:
Così quando più il mar sotto alla sferza
D’avversi venti mormora e ribolle
Spumeggiando, e biancheggia il salso flutto,
Talor la decumana onda si leva
425Su tutte l’altre, e solvesi improvvisa,
Le canute mescendo umide spume.
     Avverrà ancor, che subita magrezza
Coglia nel verno all'agna, che dal figlio