Pagina:La pastorizia.djvu/91

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
82 la pastorizia,

Questa tanta di posse iuntil mostra
E così periglioso aspro conflitto
Cansar potrai se d’un monton ti vali.
     Ma poichè tocca il Sol l’aurate spighe
290Della celeste Erigone, dividi
L’agne feconde dall’arïete; e vada
Questi altrove a cercar novelle spose,
Ed invilite greggi a far migliori.
Quelle, già madri, e del crescente germe
295Teso il candido fianco, a pascer guida
In più guardato campo, e le raccogli
Con più cura ed amor lungo gli erbosi
E tremolanti rivi a dissetarsi.
Or qui s’addoppia ogni tuo studio, e nuova
300Arte conviensi e provveder più assai;
Perchè, invocata all’opera, non manchi
Indi Lucina, e di periglio fuore
Ciascuna delle madri a fin maturi
La concetta sua prole. Anco l’agnella
305Con riserbo maggior le vie misura,
E dal saltar si tempera, chè vede
Già col desio l’agnel che sente il ventre.
E poichè al terzo mese i pieni fianchi
Si tendono, e più scarse a mezzo autunno