Pagina:La persuasione e la rettorica (1913).djvu/61

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


non c’è niente da temere, niente da cercare, niente da fuggire, che la fame non è fame, e il pane non è pane; poiché in altro modo avranno sentito la loro fame e altro pane sarà stato loro offerto. Non avranno più freddo e stanchezza, questi dolori e quei desideri, non saranno frustati dal bisogno ma sentiranno nel presente raccolta la loro vita poiché in un punto saranno fatti partecipi d’una vita più vasta e più profonda. –

Alla fragile imbarcazione in mezzo all’uragano, la grande nave è un porto sicuro. –


Le cornacchie nel loro volo pesante, ad ogni levar d’ala s’abbassano col corpo e non più il corpo leva le ali che le ali non abbassino il corpo, ma il falco nello slancio del suo volo, stabile il corpo, batte equamente le ali, e si leva sicuro verso l’alto.

Così l’uomo nella via della persuasione mantiene in ogni punto l’equilibrio della sua persona; egli non si dibatte, non ha incertezze, stanchezze, se non teme mai il dolore ma ne ha preso onestamente la persona. Egli lo vive in ogni punto. E come questo dolore accomuna tutte le cose, in lui vivono le cose non come correlativo di poche relazioni, ma con vastità e profondità di relazioni.

Dove per gli altri è oscurità per lui è luce, poiché il cerchio del suo orizzonte è più vasto – dove per gli altri è mistero e impotenza – egli ha la potenza e vede chiaro. Poiché egli ha l’onestà di sentirsi sempre insufficiente di fronte all’infinita potestas, egli si