Pagina:La regina delle tenebre.djvu/152

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 146 —


— San Costantino mio, — diceva Sarra fra sè, — cosa è questo? Aiutateci voi, altrimenti arriveremo domani mattina.—

Ad un tratto ella provò un grande spavento, le parve veder Mattia dietro un albero, nell’ultimo barlume del crepuscolo.

— È il demonio — pensò: ma tosto diede un grido acutissimo e si strinse alla vita di suo padre, perchè realmente Mattia balzò in avanti e fermò la cavalla.

Era armato di fucile, di pistola, di leppa (coltello) e pareva un brigante: dopo di lui vennero correndo altri due uomini che Sarra riconobbe benissimo. Eran due servi di Mattia.

La fanciulla capì immediatamente che volevano rapirla, e si mise a urlare, avvinchiandosi a suo padre e chiamando soccorso. Zio Fioreddu parve destarsi.

— Cosa c’è? — chiese con voce rauca ed assonnata. — Cosa vuoi, Mattia?

— Smontate, — disse costui. — Lasciatemi vostra figlia e la vostra cavalla e tornate a piedi, al paese. Vi riporterò tutto in buono stato. —

Zio Fioreddu si mise a ridere e disse:

— Eh, eh, tu scherzi. Vuoi andare alla festa, ora, tu? Sei matto? Noi torniamo ora, dalla festa.