Pagina:La regina delle tenebre.djvu/26

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— Ma... e tu perchè dormirvi qui? —

Il bimbo non rispose.

— Perchè, dimmi, carino? Come ti chiami?

— Mi chiamo... no, non voglio dirtelo, no, no — disse il bambino, con diffidenza. E scuotendosi cercò ancora fuggire. — Lasciami, lasciami andare...

— Ma dove vuoi andare a quest’ora? Non vuoi ritornare a casa?

— Non voglio ritornare a casa.

— Ho capito — pensò Matteo. — Questo bambino è scappato da casa sua. Perchè?

— Perchè sei scappato da casa tua, bellino mio? Ebbene, dimmelo, non ti ricondurrò là, no, ti accompagnerò dove vuoi tu. Dove vuoi che ti accompagni?

— No, voglio andar solo.

— Ebbene, dimmi almeno dove vuoi andare, ti indicherò la strada.

— Non voglio dirtelo. —

L’affare era serio. Ad ogni risposta il bimbo scuoteva la testa con diffidenza, e tentava sfuggire dalle braccia di Matteo.

— Ebbene, — disse questo levandosi in piedi, e sollevando sulla panchetta il piccolo sconosciuto, — se tu non vuoi dirmelo io non ti lascerò andare.

— Ed io ti mordo.