Pagina:La regina delle tenebre.djvu/79

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Ghisparru, che era assai devoto, sebbene molto ignorante e selvaggio.

Ma Bellia era stato soldato, non credeva molto in Dio; e rise udendo la proposta del compagno.

Tuttavia s’avvicinarono alla chiesa. Questa chiesetta sorgeva nel mezzo di due cortili, uno dentro l’altro, ed entrambi circondati di stanzette, chiamate cumbissias, nelle quali abitavano i devoti paesani dei borghi vicini, durante il tempo della novena.

Ora la chiesetta coi suoi due cortili, coi suoi due portoni, coi suoi due circoli di cumbissias, taceva deserta fra i campi verdi, nel selvaggio fiorir delle macchie.

Intorno si stendeva una specie di brughiera, fitta di piccole macchie, di rose canine, di mirti e corbezzoli in fiore.

Lontane praterie, pascoli, linee di messi, chiudevano l’orizzonte: una lista d’acqua, fra sambuchi e tamerici brillava in lontananza.

Le rondini passavano, fischiando come dardi, da una inferriata all’altra della chiesa: e un vecchio custode tesseva stuoie di giunco, seduto all’ombra del primo portone.

I due servi s’avvicinarono, si fecero il segno della croce, e salutarono il custode.

Costui rispose al saluto, senza alzarsi, senza smettere il lavoro.