Pagina:La regina delle tenebre.djvu/88

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alquanto imbarazzato alla presenza di quel grosso uomo dagli occhi di gatto, dal fare sprezzante.

Tuttavia trovò un po’ della sua astuzia, e disse, come facendo una gran concessione:

— Se non fosse perchè ho gran bisogno non la venderei; ma il bisogno... ah, il bisogno, vossignoria sa il proverbio sardo, il bisogno mette il vecchio a correre. Basta, giacchè è per lei... cinquanta scudi. —

Dalvy si mise a ridere: i servi risero nel vederlo ridere.

— Per me! Siete astuto, buon ometto, ma nello stesso tempo si vede che non avete mai venduto dei cavalli.

— Mi scusi, monsignore, ma...

— Come vi chiamate, voi?

— Juanne Battista...

— Ebbene, andate a farvi benedire, zio Juanne Battista. Perchè mi fate ridere?

— Ma, infine, — disse il vecchietto, rosso, rosso, — l’ho fatta periziare, io, questa giumenta, da chi se ne intende.

— Volete dire che io non me ne intenda?

— Non dico questo. Basta, parli la vossignoria.

— Vedete, — disse Dalvy, volgendosi verso il suo bel cavallo. — lo vedete quello lì? Eb-