Pagina:La scaccheide.djvu/35

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

* xxix. *

Di quella pugna, e gli abbattuti Duci
545Col canto pareggiar? la terra tutta
D’orrore e lutto e roversciati bossi
Si vede ingombra e sparsa, e miserando
Eccidio sorge. suonano di colpi
Sovra i capi de l’una e l’altra gente
550Indistinti romori, e con le nere
Vedi miste infierir le bianche squadre.
S’atterran Cavalier, s’atterran Fanti,
Mentre le due Guerriere i feminili
Con alterno furore infesti dardi
555Si vibran contro, in se disposte e ferme
Non ceder mai, per fin che questa o quella
Vuota di sangue e di ferite piena
Il crudo spirto non esali, e prima
Al viver suo, che al guerreggiar dia fine.
560D’ambe le Armate i Condottieri intanto
Gli uccisi in guerra, ed i nemici schiavi
In vicina prigione a le sue tende
Custodivan gelosi, onde non possa
Chi fu preso una volta, o giace estinto,
565Novella acquistar vita e libertade,
E accrescer forza ingiustamente a’ suoi
Tornando in mischia; ma d’Apollo al fianco
Assiso il Tracio Marte, e al giovinetto