Pagina:La scaccheide.djvu/40

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* xxxiv. *

In cor serbino entrambi, ad altri nodi
670Or fortuna gli astringe, altri Imenei.
Primiero è il bianco Re, che a l’alto onore
Del talamo regale or non isdegna
Pur invitar de la Consorte estinta
Le care ancelle, e ne la guerra un tempo
675Fide compagne, che dolenti e meste
Contra il fosco drappel l’aste vibrando
Per vendicar de la Sovrana amata
L’acerbo fato offrían la vita indarno.
Ma pria de le bell’opre, e del valore
680Risoluto è far prova, e del virile
Spirto, onde poi chi n’è più degna ascenda
Del regio letto a i meritati onori.
Loro impone perciò spingersi inanzi
Sprezzando morte, e penetrar l’estreme
685Del nero campo ostil lontane mete.
Poi che niuna può mai (lo vieta il patto)
Aspirar del diadema, e del reale
Nodo a l’onor, se non chi pria fra l’armi
E fra’ nemici immunemente i seggi
690Tutti trascorra, e i penetrali occulti
Ad occupar del Re nemico arrivi.
Per sì bella speranza ardite e pronte
S’avanzan tutte, e de’ nemici in mezzo