Pagina:La scaccheide.djvu/9

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

* v *

Principe Serenissimo, che a noi mandato abbia un Soggetto, il quale in sì mirabili modi sà accoppiare i doveri tutti delle sue Cariche co i modi tutti di giovare a questa Citta e Territorio, che in Lei riconoscono e provano un giustissimo Rappresentante, e un Padre amorosissimo. Sono sì chiare tali verità, che non mi si può opporre pur un’ombra d’adulazione ad ingenua persona troppo sconvenevole, ma bensì ch’io sia tanto scarso e ristretto, dove mi si apre materia così abondante di ragionare; il che deve attribuirsi e alla sua modestia più desiderosa di meritare le lodi, che d’ascoltarle, e a i brevi termini, ne’ quali una Lettera dedicatoria deve essere circoscritta. Per la medesima cagione tralascio di favellare della chiarissima sua Famiglia, nella quale, oltre l’essere uno de’ principali ornamenti dell’inclita nostra Dominante, si può dire che sien come ereditarie le più eccelse Dignità Civili, Ecclesiastiche, e Militari. Declinando perciò da sì ampio campo, la prego a ricevere in buon grado questa fatica, bensì nobile e grande per lo merito del suo primo Autore, ma per me, attesa la scarsezza del talento mio, picciola e bassa; e a ri-