Pagina:La vecchia casa - Neera, 1900.djvu/162

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 147 —

era un rozzo calunniatore dei dipinti del Sodoma e la mia tristezza si fece anche maggiore mentre, seduto sopra un trespolo ritraevo gli occhi dalla profanazione figgendoli disperatamente per terra, una terra nuda e compatta dove la pioggia scorreva a rivoletti clandestini. Che gioia fu allora pensare a lei! Pensare che nella tristezza, nel lutto, nell’abbandono, nello scoraggiamento, nelle ore più nere, nei luoghi più tetri e meschini, una voce che esiste, che non è un sogno nè una fantasmagoria, ci ripete: Credi.

Flavio si era fermato, sorpreso di aver saputo trovare tante parole per esprimere ciò che riteneva inesprimibile. Egli vide allora che vi sono veramente degli istanti nella vita in cui pare che l’anima trabocchi. Un’ora prima o un’ora dopo forse non avrebbe saputo dire altrettanto. E Anna lo ascoltava in estasi chiedendosi con grande trepidazione:

«Io dunque gli ho fatto tanto bene?»...