Pagina:La vite, l'acquavite e la vita dell'operaio.djvu/26

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
26 la vite, l'aquavite


1825 al 54 Parigi ha più che raddoppiato nel consumo de’ liquori: nel 54 se ne beveva, per grazia di Dio, per più di 15 milioni di litri, vale a dire più di 14 litri a testa. Giulio Simon ha contato che Amiens, città popolata il doppio di Siena, si mandi nello stomaco ogni giorno 80 mila bicchierini di acquavite, cioè un valore di 4 mila franchi, ossia per 3 mila chilogrammi e mezzo di carne, ossia per 12 mila chilogrammi di pane: ossia gli operai d’una sola città si levano di tasca annualmente la piccolezza di 1,400,000 franchi per il bel lusso di puzzare d’acquavite, e imbestiarsi per tutta la vita...!

27. Questi conti vi fanno ridere, ma fanno pur troppo anche piangere. Venite meco ora, colla statistica alla mano, a vedere quali effetti, tutta cotesta gran massa di liquori spiritosi, che potrebbe formare un fiume da irrigare tutta la nostra Maremma, quali effetti produca sulla salute, sulla prosperità e moralità pubblica. Saranno altre cifre da farvi rabbrividire. Riguardando coteste cifre, che crescono e crescono ogni anno, ci prende