Pagina:La vite, l'acquavite e la vita dell'operaio.djvu/46

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46 la vite, l’acquavite


sassate ne’vetri, operai infaticabili, intelligenti, cui non si attaccò mai alle mani la roba del padrone, mariti fedeli e padri esemplari che non conobbero mai giuoco, nè bestemmie, nè bettole, nè bordelli, nè tumulti di piazza. Io m’inchino a questi nobili tipi di virtù popolana che, a traverso le difficoltà de’ tempi e le tentazioni della povertà, seppero mantenere puro il cuore e la mano.

44. E chi aperse loro questo invidiabile asilo di pace1? La Compagnia della Misericordia. A’ non toscani, a’ subalpini specialmente, riesce facile ridere e motteggiare dietro a questa società d’uomini che vanno fuori avvolti in cappe nere, ed a viso coperto, per il gusto unico (si crede) di portar malati allo spedale e

  1. Fu aperto l’anno 1866, e vi furono ospitati di primo quattro vecchi. A questi giorni moriva un’egregia donna, una certa Assunta Mulinacci, stata serva in case signorili, la quale lasciò tutto il suo al nuovo Asilo: erano circa 3000 lire, accumulate a forza di risparmi, di legali e di lasciti de’ vecchi padroni. Quando dal popolo escono simili esempi, è lecito sperar bene dell’ avvenire di questa istituzione.