Pagina:Landi - Vita di Esopo, 1805.djvu/259

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

F A V O L E 245

chiedere ajuto a chi ci può soccorrere, il quale è solo Iddio.


Di un’Avaro. 276.


Era andato un Avaro per ambasciatore in una Città. Subito come è usanza gli trombetti andavano per suonarli dinanzi alla porta, acciocchè gli donasse, qualche cosa. L’avaro gli fece dire, che non suonassero, perchè era in mestizia, ed affanno, perchè gli era morta la Madre; per il che molti Cittadini l’andarono a visitare, e ragionando fra loro, gli dimandarono quanto tempo aveva, che sua Madre morì. Egli rispose. Quarant’anni, Onde tutti cominciarono a ridere, subito che compresero l’avarizia di costui.

Sentenza della favola.

La favola è contra gli avari, che con ogni scusa cercano conservare i loro denari.


Di un Giovane, e un Vecchio. 277.


Un Giovane vedendo un Vecchio curvo, ed indebolito, gli comandò se gli voleva vender un arco; Rispose il Vecchio: Non voler gittar questi danari, perchè come sarai Vecchio, tu averai questo arco come io.

Sentenza della favola.

La favola significa, che la vecchiezza non deve essere disprezzata.


Di un Vecchio, e una Fanciulla. 278.


Un Vecchio di settanta anni aveva tolta per moglie una fanciulla di quindici anni quando ella era sul fiore, e non potendola renderle il debito, disse: O quanto male ho