Pagina:Latini - Il Tesoro, 1, 1878.djvu/59

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5 Rima luna con persona, come altrove, secondo l’abuso di que’ tempi. Ne abbiamo esempi senza numero nei più antichi nostri rimatori.

6 Legnaggio, come stipite da lignum e stips, onde l’albero genealogico, i rami, e la linea (francese, lignage, e ligne). Baronaggio (provenzale, baronatge), signoria.

7 Il Redi nelle Annotazioni al Ditirambo, scrive: «Nella lingua provenzale ad alcune voci che cominciano per lettera vocale, era costume di aggiungere in principio la lettera N, come per esempio in vece di Ugo dicevasi Nuc, e in vece di Alfonso, o di Anfonso, scrivevasi Nanfons.... Quindi è, che ser Brunetto Latini nel Tesoretto, secondo la maniera provenzale: Esso Comune saggio ecc.» Non è vero, che nella voce Nanfos, quell’N sia aggiunta perchè la parola comincia da vocale. Quell’N, è scorcio di En, perchè dal Senior dei Latini, i Provenzali prima fecero Sen, e poi En, e ’N, che valeva presso di loro Sir: onde scrissero ’N Alfons, cioè Sir Alfonso: ’N Oc, Sir Noc: ’N One, Sir One: ’N Bertrand, Sir Bertrand etc.: e nei codici la N si trova scritta unita al nome, come Nanfons, Nuc ecc. Anche Giov. Villani, libro VII, cap. 102: «Lasciò re d’Aragona Nanfus suo primogenito.» (Nannucci, op. cit.).»

8 Compagna per compagnia. Anche Dante più volte: per es.: Io mi restrinsi alla fida compagna, cioè persona di sua compagnia, che era Virgilio (Purg. III).