Pagina:Le Novelle Indiane Di Visnusarma, UTET, 1896.djvu/189

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libro quarto 181
Del pantan, delle donne e degli stolidi,
Del canchero, dell’indaco, dei pesci,
Degli ubriachi, è tutto un solo prendere1.


Ora come farò io? Come potrò io uccidere colui? — Così avendo pensato, se n’andò presso il scimio, e il scimio che l’ebbe veduto venire in ora tarda e tutto concitato, gli gridò: Oh! perché mai, amico mio, sei oggi venuto ad ora così tarda? Perché non mi dici tu nulla di gentile? perché non mi volgi alcuna bella parola? — Il delfino rispose: Amico mio, oggi io da tua cognata2 sono stato assalito con dure parole. «Oh! ingrato! diceva, non venirmi mai più dinanzi! Tu ogni giorno vivi alle spalle del tuo amico, e intanto non l’hai punto ricambiato nemmeno col fargli vedere la porta di casa nostra. Via! non c’è modo di espiazione per te. Perchè è stato detto:

Han decretato i saggi che sia redenzïone
Per chi dà morte a un prete, di sidro pel beone,

Per chi suoi voti infrange, per ogni scellerato,

Ma non per chi si mostra a’ benefizi ingrato.


Tu però oggi, almeno per ricompensarlo, fa di menarmi a casa mio cognato3; seno, tu mi rivedrai soltanto all’altro mondo». Io adunque, così sollecitato da lei, son venuto da te, e per questo appunto oggi, mentre io per te disputava con lei, mi è passata tanta parte di tempo. Ma tu vieni a casa mia. Tua cognata, adorna de’ gioielli che suol portare, fra cui smaniglie, perle, vesti in diversa maniera acconciate e ordinate, con la porta di casa tutta a ghirlande intrecciate insieme, si sta ad aspettarti con desiderio. — Il scimio disse: Amico mio, mia cognata ha parlato egregiamente. Perchè è stato detto:


Amico che per troppa cupidigia
A te sempre si volge con la faccia

Come fa per costume il tessitore4,
L’uom ch’è prudente, di lasciar procaccia.

Dare e ricevere,
Ogni secreto


Narrare e chiedere,
Godersi lieto
E far che godasi5,
Sei manifesti
Dell’amicizia
Segni son questi.


Ma noi abitiamo le selve mentre la casa vostra è al fondo delle acque. Come adunque si può andar fin là? Tu piuttosto conduci qui mia cognata perchè, mentre la inchinerò, io ne riceva la benedizione. — Il delfino disse: Amico, la nostra casa sta in una isoletta dilettosa al confine dell’oceano. Tu però montami sul dorso e senz’alcun timore vieni meco felicemente. — L’altro, udendo ciò, rispose con gioia: Amico, se è cosi, allora affrettiamoci. A che indugiarci? Ecco che già io ti son montato

  1. Cioè, quando hanno afferrato, non lasciano più andare.
  2. Intende sua moglie, la delfina.
  3. Intende lo scimio.
  4. Che sempre si volge a dritta e a manca dalla parte della spola per riceverla.
  5. Fare che anche gli altri godano.